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LE STRUTTURE RICETTIVE DI
PARMA E PROVINCIA |
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Stato: |
Italia |
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Regione: |
Emilia-Romagna |
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Provincia: |
Parma |
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Coordinate: |
44°51′0″N
10°10′0″E
/ 44.85°N
10.16667°E
/
44.85;
10.16667 |
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Altitudine: |
53 m
s.l.m. |
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Superficie: |
25
km² |
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Abitanti: |
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5.467 |
31-05-2007 (fonte Istat) |
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Densità: |
219 ab./km² |
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Frazioni: |
Bellena, Bianconese, Case Cantarana,
Case Gaiffa, Case Massi, Fienilnuovo,
Fondo Fontana, Fontane, Molinetto, Ponte
Recchio,
Ponte Taro,
Recchio di Sotto, Romitaggio, Stazione
Castelguelfo, Tarona, Torchio |
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Comuni
contigui: |
Fontanellato,
Noceto,
Parma |
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CAP: |
43010 |
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Pref.
telefonico: |
0521 |
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Codice
ISTAT: |
034016 |
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Codice
catasto: |
D685 |
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Nome
abitanti: |
fontevivesi |
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Santo
patrono: |
San
Bernardo |
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Giorno
festivo: |
20 agosto |
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Fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Fontevivo |
A Fontevivo le
testimonianze del passato sono ancora vive: la
storia del paese e delle frazioni si può leggere
attraverso i monumenti, le chiese, le lapidi
sepolcrali, pietre angolari dell'avvicendarsi
dei secoli. I documenti che emergono dagli
Archivi consentono, inoltre, di avere con
precisione la cronostoria del territorio.
Il territorio del Comune di Fontevivo si trova a
nord della Via Emilia ed è bagnato dal fiume
Taro e dal torrente Recchio. Questo fazzoletto
di campi è il frutto dei sedimenti dei corsi
d'acqua che portavano sabbia, limo, argilla.
La zona paludosa venne inizialmente bonificata
dai Romani che cercarono di regolare le acque a
loro favore. Con la caduta dell'Impero gli
acquitrini presero di nuovo il sopravvento.
Nel 1142 giunsero a Fontevivo da Chiaravalle
della Colomba un gruppo di frati cistercensi. I
monaci con grande impegno iniziarono a
disciplinare le acque, dopo aver studiato e
sistemato alcuni avvallamenti del terreno con le
pendenze giuste per creare un intreccio di
chiuse e canali.
I padri cistercensi crearono una estesa rete
d'irrigazione: i canali servivano per innaffiare
campi e terreni dissodati e resi fertili dove
coltivavano ortaggi, frumento, alberi da frutto,
giardini fioriti, prati. Avere a disposizione
erba e fieno permise ai frati di allevare anche
bovini, caprini, ovini, di tenere somari e
cavalli.
Il percorso di quelle antiche vie d'acqua è
ancora oggi leggibile sul territorio, oltre che
ben chiaro nelle mappe che, ritrovate e
restaurate dal Comune, indicano come si
ripartivano un tempo colture e zone boschive. I
documenti cartacei evidenziano anche come
talvolta i canali fossero oggetto di liti su
confini e utilizzo delle acque.
Fontevivo deve il suo nome proprio all'Abate
Viviano e al suo gruppo di dodici monaci che
giunsero il 5 maggio 1142 e fondarono Badia di
Santa Maria di Vivofonte. L'abbazia sorta nel
XII secolo aveva confini compresi fra il fiume
Taro ad est, la Via Emilia a sud e il corso
degli attuali rio Scagno e fosso Ramazzone fino
a Cornaleto ad ovest. Il patrimonio era diviso
in grange: ad esempio, grangiam Cassinae,
grangiam Pratigerii...................................... |
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Fonte http://www.comune.fontevivo.pr.it |
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