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Ha origini
antichissime e in località Copezzato, all'inizio
del XX secolo, è venuta alla luce una necropoli
a cremazione. La storia del borgo è legata a
quella dei Rossi che fondarono alla metà del
'400 un imponente castello, ristrutturato nel
'500, prima di subire devastanti abbattimenti
del '800. Lo scalone cinquecentesco conduce al
grande salone decorato fastosamente (1570) con
la storia della famiglia.
La scena centrale della volta è attribuita a
Ercole Procaccini e le grottesche a Cesare
Baglione. Gli affreschi alle pareti sembrano
dovuti a Gerolamo Mirola e Jacopo Bertoja.
Orazio Samacchini è invece l'autore di tre
splendide stanze che si affacciano sul terrazzo.
La Sala dell'Asino d'oro, invece, presenta forti
influssi mantovani. Nella chiesa parrocchiale si
trovano dipinti del Chiavegiano, Antonio
Bresciani, Gervasio Gatti, Panfilo Nuvolone. San
Luigi (o Oratorio del Riscatto), realizzato tra
il 1727 e '28, è significativo per la sua
unitarietà stilistica.
Un particolare interesse riveste l'Oratorio del
Serraglio, costruito nel 1684, a pianta centrale
con absidi alternate, poligonali e tonde.
L'interno è stato affrescato da grandi artisti,
Sebastiano Ricci e Ferdinando Galli Bibiena.
Alla fine del XII secolo risale a Pieve di San
Genesio, che sorge isolata nella campagna. Nel
'700 venne abbattuta la parte anteriore e
vistosamente alterata, ma recenti restauri le
hanno ridato l'antica dignità.
Nella zona si produce un salume tipico la Spalla
di San Secondo, che viene servita calda e cotta,
a volte anche cruda, quando ben stagionata. La
si può accoppiare con un vino rosso chiaro,
dolce e frizzante, non facile da trovarsi ma
piacevolissimo, la Fortanina
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